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Sonic Somatic arriva alle Serre Torrigiani per la prima volta

Sonic Somatic arriva alle Serre Torrigiani per la prima volta

Dal 5 al 7 ottobre, nell’ambito dell’Estate Fiorentina 2018, torna a Firenze SONIC SOMATIC, festival dedicato alle arti visive e alla produzione musicale contemporanea, con un’edizione speciale dedicata interamente all’artista e compositore statunitense Ari Benjamin Meyers.
Arrivato alla sua quarta edizione Sonic Somatic, in collaborazione con Serre Torrigiani, presenta per la prima volta in Italia il lavoro del compositore e artista Ari Benjamin Meyers, proponendo all’interno degli spazi delle Serre alcune delle sue performance più rappresentative ideate negli ultimi dieci anni. Sonic Somatic continua la sua indagine sulla relazione tra musica, corpo e spazio dedicando interamente il programma di quest anno a uno dei protagonisti del panorama artistico internazionale contemporaneo, che con la sua ricerca ha saputo superare i confini tra le discipline e dissolvere le distinzioni tra musica, arti performative e figurative. Interessato alle modalità di presentazione e rappresentazione della musica allÊinterno del contesto dellÊarte contemporanea, Meyers ha presentato le sue produzioni in collaborazione con importanti musei e istituzioni dÊarte contemporanea in Europa (tra cui Manchester International Festival, Biennale di Liverpool, Witte de With di Rotterdam, Biennale di Lyon). A Firenze saranno presentate cinque opere – assoli, duetti e piece di gruppo – che offriranno agli spettatori unÊoccasione unica per entrare in contatto con il lavoro dellÊartista. Le performance Vexations II, Duet, Lighting and its Flash, Solo e Anthem sono state ripensate da Meyers per entrare in dialogo con le caratteristiche e lÊunicità delle Serre Torrigiani, unÊoasi verde nascosta nel cuore della città. Durante i tre giorni di Festival le serre e i giardini saranno trasformati in una partitura musicale e i visitatori saranno invitati a muoversi nello spazio e tra i performer senza un ordine prestabilito, creando una propria personale coreografia. La messa in atto di nuove forme di interazione tra pubblico, suono e performer, e di nuove modalità di fruizione della musica al di fuori dei suoi contesti tradizionali sono infatti le tematiche al centro della ricerca dellÊartista. “Everyone will tell you that I am not a musician. That is correct.‰ affermava Erik Satie. Come il suo predecessore Satie, Meyers non si definisce propriamente un sound artist, né tantomeno un musicista nel senso classico del termine. Benché abbia avuto una formazione da compositore e da direttore d’orchestra, nelle sue opere interroga e mette in discussione la natura stessa della musica e dellÊesperienza musicale, richiamando alla mente quellÊattitudine tipica degli autori e degli artisti delle neo-avanguardie. „˚ possibile trasformare una sala da concerti in uno spazio espositivo e viceversa? La musica può essere esposta?‰ sono solo alcuni dei suoi interrogativi. Le sue performance richiedono la presenza di un ascoltatore coinvolto e attento, capace di interpretare e partecipare attivamente a quanto accade. Le cinque performance verranno interpretate dalla musicista Alessandria di Nardo, dal direttore di Orchestra Nima Keshavarzi e dai cantanti Giuseppe Amorim Esposito, Gemma Mazzotti, Teresa Poggiali.

L’ ARTISTA Ari Benjamin Meyers (1972, New York) vive e lavora a Berlino. Compositore, musicista e direttore dÊorchestra, è interessato a esplorare le strutture e i processi che definiscono il carattere performativo, estetico, sociale ed effimero della composizione musicale.
 Ha collaborato con numerosi artisti contemporanei tra i quali Anri Sala per lÊinstallazione presentata al Padiglione Francia (Biennale di Venezia 2013), Tino Sehgal per le opere „Symphony X‰, „This Variation‰ (per dOCUMENTA 13) e il balletto „Untitled‰, e Dominique Gonzalez-Foerster per il film „Belle Comme le Jour‰. Ha esposto in personali e collettive in gallerie, musei e festival in Europa, Asia e America. Tra le collaborazioni si ricorda anche lo spettacolo „Il Tempo del Postino‰ curato e ideato da Hans Ulrich Obrist e Philippe Parreno (Manchester International Festival, 2007 e Art Basel, 2009) di cui è stato direttore musicale. Ari Benjamin Meyers è rappresentato dalla galleria Esther Schipper di Berlino.

Nello specifico verranno presentate cinque opere:

THE LIGHTNING AND ITS FLASH (SOLO FOR CONDUCTOR) 
 Pone al centro la gestualità tipica del direttore dÊorchestra. Meyers ha scritto una composizione coreografica priva di armonie e melodie allÊinterno della quale è il corpo a divenire musica: un direttore dÊorchestra interpreta lo spartito di fronte ad un pubblico disposto come gli elementi di unÊorchestra. Chi ascolta è chiamato ad uscire dal proprio ruolo passivo e a interpretare i „gesti muti‰ del direttore, immaginando una propria personale melodia. Performer: Nima Keshavarzi
 VEXATIONS II (SOLO FOR PIANIST) 
 Un omaggio a Erik Satie (1866-1925), considerato da Meyers uno dei suoi principali punti di riferimento. Scritta nel 1893, „Vexations‰ è una partitura per piano di poche note giocata sulla ripetizione. Essa è conosciuta per essere il brano musicale più lungo della storia poiché prevede di essere eseguito 840 volte. Per celebrare Satie, Meyers ha pensato di riscrivere a mano e a memoria questa composizione per 840 volte. Ne sono nati altrettanti spartiti, tutti leggermente diversi tra loro e distanti dallÊoriginale, che insieme compongono una sorta di „tristesse minimalista‰ dellÊartista.
 Performer: Alessandria di Nardo
DUET (COMPOSITION FORTWO STRANGERS) Una composizione musicale ideata per due sconosciuti e divisa in due parti: la prima è pensata per essere eseguita da un cantante, la seconda da uno spettatore. La performance celebra lÊenergia che si sprigiona nel momento e nello spazio dellÊincontro tra chi normalmente è chiamato ad eseguire la musica e chi ad ascoltarla.
 Performers: Giuseppe Amorim Esposito, Gemma Mazzotti, Teresa Poggiali

SOLO (PERFORMANCE INSTALLATION FOR ONE SINGER AND ONE AUDIENCE) 
 Una performance eseguita da un soprano, pensata per uno spettatore alla volta. La composizione esplora quella particolare atmosfera, intima e raccolta, che si crea allÊinterno di una situazione di ascolto personale, nel rapporto uno a uno. La forza della sola voce riesce a trasformare un piccolo ambiente in una sala per concerti privata. Al termine della performance gli spettatori sono invitati a restare da soli nello spazio per tutto il tempo che desiderano.

ANTHEM 
Una performance collettiva che viene eseguita in diversi momenti da tutti i musicisti e i cantanti coinvolti nel festival. I performer cantano un brano tratto dal manifesto “Music is not⁄‰ scritto da Meyers nel 2017.

Sonic Somatic 2018 IV edizione 5 – 7 ottobre 2018

Orari Venerdì 5 ottobre 18:30 – 22:00

Sabato 6 e domenica 7 ottobre 17:00 – 21:00

Serre Torrigiani Via Gusciana 21 – 50124 Firenze

Ingresso libero su prenotazione sonicsomatic@gmail.com

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