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SUMMARY:Poesia nella città – XII edizione – UNBOUND
DESCRIPTION:Soggetto organizzatore: VERSILIADANZA\n8 giugno ore 19:30 – Museo Stefano Bardini \nLIE TO ME – NATURALIS LABOR \nCoreografie e ideazione Marisa Ragazzo\nDanzano Davide Angelozzi e Elda Bartolazzi\nLuci Thomas Heuger\nUna produzione Compagnia Naturalis Labor\nCon il sostegno di MiC / Regione Veneto /\nComune di Vicenza / Arco Danza\nCon la collaborazione di Festival Danza D’Autunno\nNella parola stessa mentire si nasconde il mondo illusorio della mente la sua sorprendente capacità di inventare, di plasmare e quindi fingere. Mentire è semplice, la menzogna ci protegge, ci allontana da confronti impegnativi, dalle giustificazioni, facilita l’aggregazione, ci distanzia dalle delusioni… ma, per quanto si possano modificare parole, narrazioni e azioni il corpo fisico non riesce a mantenere segreti e così i movimenti del corpo, i gesti, le posture, le espressioni facciali, i movimenti degli occhi non possono fare altro che raccontare la verità…nei movimenti delle mani, delle braccia si srotolano racconti onesti che svelano le reali emotività e intenzioni.\n \nNEL BIANCO GIORNO \ncoreografia: Angela Torriani Evangelisti\nInterprete: Matilde Danti\nMusica: Johann Sebastian Bach\nProduzione: Versiliadanza\n\nQuesto breve brano coreografico, estratto dallo spettacolo Zona Tarkovskij, è dedicato alla figura di Andrej Tarkovskij a quarant’anni dalla morte. Fortemente legato a Firenze – sua ultima dimora prima della scomparsa avvenuta a Parigi – il “poeta del cinema”, attraverso la sua poetica sull’infinito, scandita dal senso religioso della vita e da uno sguardo trascendente verso l’assoluto, accompagna lo spettatore verso il significato dell’immagine del reale e del sacro.\nJohann Sebastian Bach, tra i compositori prediletti del regista, diventa qui il tessuto musicale di questa evocazione coreografica.\nRESTAVA MOSSO SULLE RIVE \nDi e con Stella Ciutti \nProduzione Versiliadanza \n\nC’è un passo che continua a muoversi anche quando sembra fermarsi.\n“Ora restava mosso il passo sulle rive” nasce dall’immagine di un attraversamento: un margine abitato dove il passo non approda mai del tutto, ma resta in continua trasformazione. Come sulla riva, si fa traccia instabile, eco di qualcosa che ritorna senza mai fissarsi.\nTra sospensione e slancio, presenza e assenza, attraverso ripetizioni e dislocazioni si genera una materia coreografica fragile e mutevole, in cui i gesti si sfiorano, si dissolvono e riaffiorano. La drammaturgia fisica mette in tensione l’immobilità del luogo e l’instabilità del corpo.\nMaggiori informazioni: www.versiliadanza.it \n
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