Teatro e Danza

Festival Storie Differenti: Dialoghi di Profughi, da Bertolt Brecht

FESTIVAL STORIE DIFFERENTI (31 agosto – 8 settembre 2019)      

Domenica 1 settembre | ore 21:00

Chille de la balanza
DIALOGHI DI PROFUGHI
con Matteo Pecorini, Rosario Terrone
e con la partecipazione di Claudio Ascoli nel ruolo di Bertolt Brecht
scrittura scenica C. Ascoli e S. Abbondanza

 

Abbonamento 3 spettacoli 15 €
Biglietto singolo 12€ | Ridotto Coop/Arci 10€ | Carta Studente della Toscana 8€
Posti limitati. Prenotazione consigliata.
Info e prenotazioni 055.6236195 | 335.6270739 | info@chille.it

 

“Il passaporto è la parte più nobile di un uomo. E difatti non è mica così semplice da fare come un uomo. Un essere umano lo si può fare dappertutto, nel modo più irresponsabile e senza una ragione valida; ma un passaporto, mai. (…) La metta così: dove niente sta al posto giusto, c’è disordine. Dove al posto giusto non c’è niente, lì c’è ordine. L’ordine oggigiorno si ha soprattutto là dove non c’è niente. E’ un fenomeno di carenza”.

Ecco alcune frasi lapidarie, sorprendentemente attuali e amaramente divertenti tratte dai “Dialoghi di profughi” che lo scrittore scrisse nel 1940-1941 negli anni del suo esilio in Finlandia dopo la fuga dalla Germania nazista.
Lo spettacolo parte dall’arrivo ad Helsinki dello scrittore di drammi. Brecht (Claudio Ascoli) ha con sé le voci e le presenze della sua famiglia allargata e delle sue donne: la moglie ad attrice Helene Weigel, la dolce collaboratrice e innamorata Margarete Steffin, e ancora Ruth Berlau, attrice e regista danese conosciuta a Copenaghen, ben presto sua appassionata amante.
Al ristorante della stazione, davanti a un boccale di birra, Brecht scrive senza sosta i Dialoghi.
Ecco arrivare due giovani attori (Matteo Pecorini e Rosario Terrone): vengono da Copenaghen, dove hanno recitato Teste tonde e teste a punta, altra commedia brechtiana.
D’un tratto il ristorante si trasforma in Teatro e… prende vita il divertente dialogo tra lo scienziato- intellettuale Ziffel e l’operaio Kalle. Uno strano intellettuale e un non meno strano operaio. I Dialoghi, ad oggi uno dei testi brechtiani meno frequentati, sono anche un’amara e divertente riflessione su potere e populismo: “Le dirò una cosa: il potere, il popolo se lo prende solo in caso di estrema necessità. Dipende dal fatto che gli uomini in generale pensano soltanto in caso di estrema necessità. Solo con l’acqua alla gola. La gente ha paura del caos. Ha sempre bisogno di ordine.”.

Lo spettacolo termina con una breve lezione-riflessione di Brecht su “a cosa serve il Teatro?” e come possa favorire la “grande arte della convivenza” mentre la nave che lo sta portando in America è ferma al largo in attesa del visto per approdare nella terra della libertà!
Lo spettacolo ha musiche originali di Alessio Rinaldi, scrittura scenica di Claudio Ascoli e Sissi Abbondanza.