GENIUS LOCI: ALLA SCOPERTA DI SANTA CROCE
Soggetto organizzatore: Associazione Culturale Controradio Club e Opera di Santa Croce
“Genius Loci, alla scoperta di Santa Croce” è un progetto realizzato nel Complesso Monumentale di Santa Croce di Firenze. L’obiettivo dell’iniziativa multidisciplinare èquello di far conoscere e valorizzare uno dei patrimoni storici e artistici più importanti al mondo, rivolgendosi in primis ai cittadini di Firenze. Un’esperienza davvero unica che unirà incontri, talk show e spettacoli di qualità ad un fruizione consapevole del luogo, superando una sua percezione puramente estetica.
Giovedì 24 settembre (ore 20:00 – 24:==)
Alle ore 20:00 nel Cenacolo, sotto l’affresco dell’Albero della Vita di Taddeo Gaddi, è affidata al talk “Il genio artificiale. Dialoghi su creatività, ragione e macchine”. In collaborazione con La Nottola di Minerva, alcune delle voci più originali del panorama culturale italiano, Daniela Cotimbo, Maurizio Ferraris, Marco Malvandi, il professore e artista Francesco D’Isa, moderati da Raffaele Palumbo, si confronteranno sul tema che più di ogni altro segna il nostro presente: l’intelligenza artificiale. Cotimbo recentemente ha ideato e curato il Re: Humanism Art Prize, primo premio d’arte dedicato al rapporto tra Arte e Intelligenza Artificiale; Francesco D’Isa porta sul tavolo la domanda che attraversa il suo saggio “La rivoluzione algoritmica delle immagini. Arte e intelligenza artificiali” (Luca Sossella Editore, 2024) che cerca di rispondere al quesito se le IA siano autori o strumenti, e cosa racconti di noi lo specchio distorto che hanno costruito. Maurizio Ferraris risponde con “La pelle. Che cosa significa pensare nell’epoca dell’intelligenza artificiale” (Il Mulino, 2025): i computer non vivono, non muoiono, non vogliono. La differenza tra mente e macchina passa tutta per il corpo — per quella pelle che nessun algoritmo potrà mai davvero imitare. Malvaldi affronta il tema con il rigore dello scienziato e la leggerezza del narratore nel suo “Scimmia Sapiens. Lettera a un adolescente sull’intelligenza artificiale” (Bompiani, 2026): l’IA ci somiglia come una scimmia loquace e inaffidabile, e non può nulla senza la guida e la verifica di una mente umana. Tre libri, tre sguardi — scientifico, filosofico, artistico — per una conversazione che non si accontenta né dei facili entusiasmi né dei catastrofismi di maniera.
A seguire il concerto in prima italiana del duo di musicisti ucraini composto da Heinali e Andriana-Yaroslava Saienko che si cimenteranno con la personale reinterpretazione dell’opera di Ildegarda di Bingen (1098-1179), santa monaca benedettina, poetessa, musicista, cosmologa, erborista e molto altro. In questo nuovo progetto che fonde il folklore ucraino con la musica delle polifonie medioevali di Hildegarda, ricreate con l’uso di sintetizzatori vintage, la visionaria musica della Von Bingen diviene quasi uno specchio che pare assorbire e trascendere l’orrore dei conflitti contemporanei e la mancanza di umanità della guerra.
Nel secondo chiostro, in esclusiva italiana, l’emozionante omaggio al genio di John Coltrane, nel centesimo anniversario della sua nascita, proposto dal musicista americano James Brandon Lewis, eletto come il migliore sax tenore dell’anno, in “Radiant Imprints – Celebrating the music of John Coltrane”. Nato nel 1983, Brandon Lewis è ormai considerato una delle punte di diamante del nuovo jazz statunitense, quello più vitale e coraggioso, erede del suono dei maestri Coltrane, Archie Shepp, Albert Ayler, Sonny Rollins ed Ornette Coleman. Si presenta in concerto insieme a Chad Taylor (già collaboratore di Chicago Underground, Fred Anderson, Jeff Parker, Marc Ribot, Jaimie Branch), considerato uno dei migliori batteristi del jazz contemporaneo.
E ancora, il live di Naomi Berrill (ore 21.45 Cenacolo), violoncellista, polistrumentista, compositrice e cantante irlandese, di ritorno dal tour estivo con i Kings of Convenience, protagonista al festival con il suo trio composto da Lorenzo Pellegrini (chitarra, elettronica, voce) e Andrea Beninati alla batteria. La sua ricerca personale utilizza il violoncello non solo come strumento solista, ma come estensione della voce, attraversando diversi linguaggi musicali.
Davide Ambrogio, cantante e polistrumentista calabrese, presenta il suo nuovo album Mater Nullius, capace di trasformare la musica del Sud Italia in suoni innovativi che mescolano voce, strumenti tradizionali ed elettronica. Un’opera che esplora la disconnessione dell’uomo contemporaneo dalla natura e la necessità di una rinascita, umana e spirituale. Con Walter Laureti ai sintetizzatori, Federico Lagana alle percussioni, Gabriele Bazza, voce e chitarra (24/09 ore 22, secondo Chiostro).
Nella Cappella dei Pazzi, in vari set, protagonista il progetto Dal:um , duo musicale di Seul (Corea del Sud) formato dalle virtuose Ha Suyean (al gayageum) e Hwang Hyeyoung (al geomungo). Il loro nome significa “continuare a perseguire qualcosa” e unisce i suoni di due antiche cetre tradizionali coreane su corde di seta, con influenze contemporanee occidentali di minimalismo, folk sperimentale e jazz astratto.
Ingresso Gratuito su prenotazione obbligatoria su www.santacroceopera.it
Maggiori informazioni: www.geniuslocisantacroce.it