Teatro e Danza

Scenari Contemporanei – Teatro delle Donne: “La metafisica della Bellezza”

LA METAFISICA DELLA BELLEZZA, LETTERE DALLE CASE CHIUSE
Con AMANDA SANDRELLI E ELENA ARVIGO

Con SCENARI CONTEMPORANEI, l’edizione 2019 del festival AVAMPOSTI vuole offrire una panoramica di quanto c’è di nuovo sul fronte della drammaturgia e del teatro contemporaneo con particolare riferimento alle autrici, ai giovani autori e alle tematiche di attualità che hanno profondamente colpito o modificato la società e anche il nostro territorio, ai personaggi femminili  che hanno fatto la storia dell’emancipazione della donna contribuendo all’affermarsi di nuove leggi ( è il caso della senatrice Lina Merlin che con la proposta di legge per l’abolizione delle ” case chiuse ” contribuì all’affermarsi del rispetto della dignità delle donne nel nostro paese). Il titolo sarà DE GENERE. Da vocabolario il genere è: nascita, stirpe, famiglia, origine, lignaggio, discendenza, prole, genere, sesso, genere grammaticale, popolo, tribù, nazione, popolazione, specie, classe, categoria, condizione, razza, modo, maniera, situazione, contingenza…
Ma è anche un concetto in continua evoluzione e in questo suo cambiare a seconda dell’epoca, del paese, del contesto della categoria ma anche del modo e della maniera, dello stile e della situazione, che ci interessa analizzarlo. Sarà presente al festival in molte declinazioni e in molti generi, in diverse situazioni, luoghi, contingenze e interpretazioni.

13 SETTEMBRE_CORTILE MICHELOZZO_PALAZZO MEDICI RICCARDI_ ORE 21,30
LA METAFISICA DELLA BELLEZZA_Lettere dalle case chiuse alla senatrice Merlin.

DE GENERE è il tema attorno a cui ruota la nuova edizione di Avamposti, festival teatrale organizzato dal Teatro delle Donne, in programma dal 13 al 24 settembre 2019 a Firenze, Calenzano e Sesto Fiorentino.
Inaugurazione venerdì 13 settembre (ore 21,30) nel cortile di Michelozzo a Palazzo Medici Riccardi,  Firenze, dove  Amanda Sandrelli e Elena Arvigo presenteranno “La metafisica della bellezza”, testo tratto dalle lettere che le prostitute scrissero alla senatrice Merlin in occasione della sua proposta di abolire le “case chiuse”.
“Ma che uomini siete che per avere i favori di una donna dovete pagarla?” Questa la frase provocatoria con cui Angelina Merlin sfidò i colleghi maschi del parlamento e del governo che non volevano saperne della sua proposta di legge per chiudere le case di tolleranza. Nel febbraio del 1958 la Camera approvò la legge Merlin. Ai nostalgici che oggi vorrebbero riaprire le “case chiuse”, è bene ricordare che quei luoghi erano veri e propri lager, come documentano le lettere che le signorine delle case scrissero alla senatrice perché, durante l’iter legislativo, non demordesse dai suoi intenti.
Da quelle lettere nasce lo spettacolo “La metafisica della bellezza – Lettere dalle case chiuse”, scritto e diretto da Elena Arvigo.
Le lettere delle prostitute alla senatrice Merlin furono raccolte dalla stessa Merlin e da Carla Barberis (moglie di Sandro Pertini) e la loro autenticità è garantita dagli originali, oggi depositati presso un notaio.
A scrivere sono per lo più madri piene di speranza e dignità, piene di stupore e gratitudine per chi sta mostrando interesse verso la loro situazione di “donne perdute”, per chi, come la senatrice Merlin, sta immaginando per loro un futuro diverso e migliore.
Lo spettacolo cerca di definire, anche grazie ad alcune figure artistiche, la funzione profonda che esercita la puttana rispetto alla nostra idea dell’arte, del denaro e della verità stessa. La verità non è una luce che illumina il mondo con la sua splendida evidenza ma è lo sconvolgimento dell’evidenza. Ciò che consideriamo evidente non lo è affatto.
Il bordello, scrive Joyce, è la parodia della città, insopportabile per tutti coloro che accettano la verità solo come ordine, norma, il buono, il bene. Secondo la tradizione tramandata da Plinio il Vecchio è Parrasio da Efeso ad aver inventato la pornografia, ovvero, etimologicamente, la “pittura delle prostitute”. La puttana è un’immagine, un riflesso la cui intensità fa vacillare qualsiasi istanza che creda di poterla cancellare, come se si trattasse di una menzogna o di un o sbaglio.
Le puttane sono le attrici della verità, una verità la cui natura è prima di tutto pornografica. Perseguitare le prostitute significa, quindi, perseguitare la verità in nome della quale la stessa persecuzione viene perpetrata.
Questo spettacolo nasce dal desiderio di indagare la “pornografia della verità” attraverso la figura della prostituta, mettendo a fuoco la reale storia delle ragazze delle “case chiuse”.

Biglietti 18/15 euro. Prevendite nei punti Box Office Toscana e online su Ticketone
Info tel. 055 8877213 – http://www.teatrodelledonne.com