Letteratura

Nel Chiostro delle Geometrie – Black Mountain College. Gli émigré della Bauhaus in U.S.A.

“Nel Chiostro delle Geometrie” accoglierà 16 eventi della rassegna, tutti ad ingresso gratuito, che animeranno gli spazi dell’ex convento di Santa Verdiana – collocati nel cuore del centro storico – che diverranno le scenografie magiche e spettacolari, palcoscenici d’eccezione, in cui dialogheranno i diversi linguaggi della contemporaneità in un incessante rapporto tra arte e città.


Il 17 ottobre sarà la volta del curatore e critico Pietro Gagliano con la lecture Black Mountain College. Gli èmigrè della Bauhaus in U.S.A. Il Black Mountain College, fondato nel 1933 in North Carolina, ha costituito il primo punto di approdo per gli artisti e i teorici del Bauhaus, emigrati dalla Germania di Hitler negli Stati Uniti. Da Joseph Albers, che ne fu anche il direttore, a Xanti Schawinsky e a Walter Gropius che progettò anche un’espansione, mai realizzata, dell’istituto. E tra i molti ospiti di summer school e seminari, nel 1952 John Cage vi realizzò il Theatre Piece no. 1, embrione di tutta la performance art. Sulle sponde di Lake Eden i metodi pedagogici, la prospettiva interdisciplinare, la trasversalità dei linguaggi artistici, hanno dato vita a una gloriosa epopea, marginale rispetto alla storia dei grandi college statunitensi ma centrale per la cultura. La conferenza, preceduta da alcuni giorni di workshop, racconterà questa autentica stagione di giganti, tra crisi (finanziarie) e splendore della
visione, mettendo in evidenza la sua influenza sull’arte, la musica, il teatro e la pedagogia del nostro tempo.


“Nel Chiostro delle Geometrie”, il progetto-laboratorio di teatro-architettura (TEARC) nato nel 2014 dall’intesa tra la Compagnia Teatro Studio Krypton e il DIDA-Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, giunge quest’anno alla sua sesta edizione. Un consolidato format di collaborazione tra un’istituzione universitaria e una compagnia che opera nei territori dell’arte scenica e architettonica. Pensato in forma aperta, il programma “Nel Chiostro delle Geometrie” con il suo calendario ricco di eventi, si rivolge ad un pubblico variegato, attento ai linguaggi contemporanei, ma principali destinatari sono i giovani, studenti e artisti, chiamati in prima linea sia come spettatori sia come protagonisti di un percorso di alta formazione interdisciplinare sui linguaggi artistici e performativi.

“Nel Chiostro delle Geometrie”, con la direzione artistica di Giancarlo Cauteruccio e la direzione scientifica del prof. Carlo Terpolilli, offre ai giovani partecipanti della Facoltà di Architettura e dell’Accademia di Belle Arti, un percorso di apprendimento sperimentale.
Il programma si avvale della competenza di importanti artisti e professionisti coinvolti nelle attività per approfondire le tecniche e le tecnologie innovative dei linguaggi scenici, e non solo, del contemporaneo. La partecipazione degli studenti di Architettura garantisce loro 12 crediti formativi, che equivalgono al superamento di un esame fondamentale del loro piano di studi.
Per Giancarlo Cauteruccio è fondamentale “mettere in primo piano le giovani generazioni in una relazione diretta con le varie fasi di messa in opera e in contatto con artisti e pensatori, oltre che con tecnici. In molti anni di esperienza formativa con i giovani ho verificato il valore e il profitto della possibilità di misurarsi in maniera concreta con la creazione, accrescendo così le loro capacità”. L’approccio formativo si basa sul learning by doing e impegna gli studenti in un coinvolgimento attivo per la creazione degli eventi pubblici, oltre a percorsi seminari e percorsi di approfondimento.
Il sottotitolo della rassegna, SOMMER BAUHAUS, è un riferimento chiaro alla scuola tedesca a 100 anni dalla fondazione: il primo aprile del 1919. Un istituto che ha mutato il mondo dell’arte, del teatro, dell’architettura ed il modo di insegnare queste discipline. Walter Gropius forgiò uomini moderni affiancato da Oskar Schlemmer e dai maestri più talentuosi del Novecento ,da Klee a Kandinsky, da Albers , M. Nagy a Feininger, a Breur e Mies Van der Rohe.