Teatro e Danza

Nel Chiostro delle Geometrie – Costas Tsoclis

“Nel Chiostro delle Geometrie” accoglierà 16 eventi della rassegna, tutti ad ingresso gratuito, che animeranno gli spazi dell’ex convento di Santa Verdiana – collocati nel cuore del centro storico – che diverranno le scenografie magiche e spettacolari, palcoscenici d’eccezione, in cui dialogheranno i diversi linguaggi della contemporaneità in un incessante rapporto tra arte e città.

PRIMO EVENTO – GIOVEDÌ 30 MAGGIO

Il programma si apre il 30 maggio con l’artista greco Costas Tsoclis ( in collaborazione con la Galleria Il ponte che inaugura la sua mostra intitolata  Anche in fine, come in principio, il Logos sarà!, il 30 maggio alle 18 in Via di mezzo 42 fino al 28 giugno a cura di Bruno Corà ) che, introdotto da Bruno Corà, terrà il talk “Anche in fine, come in principio, il Logos sarà!” inerente la sua nuova posizione sull’opera intenzione, non oggetto.

A seguire Tscoclis sarà il protagonista della performance Tsoclis, Noi. “Nel mare della nostra vita e del nostro lavoro – dichiara l’artista – molte persone sicuramente nuotano e annegano. Noi stessi rimaniamo in superficie, come esempi viventi di quel tentativo collettivo di salvezza, ma perdendo a poco a poco la nostra forma originale e assumendo la generale forma umana. Senza sesso, senza età, senza nazione. Nell’ambito della mia performance, denominata “Pittura vivente”, che ebbe inizio nel 1985 con Harpooned Fish (Il pesce arpionato) e continuò con una serie di analoghi lavori attraverso il grande complesso delle tragedie, fino ai Ten Points of Vision at Paphos (Dieci punti di vista a Paphos) nell’estate del 2017, io adesso offro me stesso come uno schermo in cui saranno simbolicamente proiettate alcune persone (tra le molte altre) che hanno partecipato alla formazione della persona e del lavoro conosciuto come Costas Tsoclis. Questo non è tanto per rendere giustizia (cosa che vorrei anche), ma per creare ancora un’altra opera di arte e guidare “Living Painting” fino ai suoi limiti ultimi. Con questo lavoro non sto proponendo un nuovo vocabolario, ma con parole familiari sto scrivendo ancora un altro poema, la cui bellezza e le cui prestazioni non posso prevedere“.


“Nel Chiostro delle Geometrie”, il progetto-laboratorio di teatro-architettura (TEARC) nato nel 2014 dall’intesa tra la Compagnia Teatro Studio Krypton e il DIDA-Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, giunge quest’anno alla sua sesta edizione. Un consolidato format di collaborazione tra un’istituzione universitaria e una compagnia che opera nei territori dell’arte scenica e architettonica. Pensato in forma aperta, il programma “Nel Chiostro delle Geometrie” con il suo calendario ricco di eventi, si rivolge ad un pubblico variegato, attento ai linguaggi contemporanei, ma principali destinatari sono i giovani, studenti e artisti, chiamati in prima linea sia come spettatori sia come protagonisti di un percorso di alta formazione interdisciplinare sui linguaggi artistici e performativi.
“Nel Chiostro delle Geometrie”, con la direzione artistica di Giancarlo Cauteruccio e la direzione scientifica del prof. Carlo Terpolilli, offre ai giovani partecipanti della Facoltà di Architettura e dell’Accademia di Belle Arti, un percorso di apprendimento sperimentale.
Il programma si avvale della competenza di importanti artisti e professionisti coinvolti nelle attività per approfondire le tecniche e le tecnologie innovative dei linguaggi scenici, e non solo, del contemporaneo. La partecipazione degli studenti di Architettura garantisce loro 12 crediti formativi, che equivalgono al superamento di un esame fondamentale del loro piano di studi.
Per Giancarlo Cauteruccio è fondamentale “mettere in primo piano le giovani generazioni in una relazione diretta con le varie fasi di messa in opera e in contatto con artisti e pensatori, oltre che con tecnici. In molti anni di esperienza formativa con i giovani ho verificato il valore e il profitto della possibilità di misurarsi in maniera concreta con la creazione, accrescendo così le loro capacità”. L’approccio formativo si basa sul learning by doing e impegna gli studenti in un coinvolgimento attivo per la creazione degli eventi pubblici, oltre a percorsi seminari e percorsi di approfondimento.
Il sottotitolo della rassegna, SOMMER BAUHAUS, è un riferimento chiaro alla scuola tedesca a 100 anni dalla fondazione: il primo aprile del 1919. Un istituto che ha mutato il mondo dell’arte, del teatro, dell’architettura ed il modo di insegnare queste discipline. Walter Gropius forgiò uomini moderni affiancato da Oskar Schlemmer e dai maestri più talentuosi del Novecento ,da Klee a Kandinsky, da Albers , M. Nagy a Feininger, a Breur e Mies Van der Rohe.