Corpo Celeste 2025: il corpo come luogo d’ascolto nella Firenze dell’estate
Dal 21 al 29 luglio 2025, Firenze torna a farsi spazio di ascolto, riflessione e condivisione grazie a “Corpo Celeste”, il progetto ideato e curato dal Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni. Un percorso immersivo e articolato in cinque giornate che, attraversando chiostri, cenacoli, cortili e musei della città, propone un’intensa trama di incontri, lezioni, pratiche e performance. Luoghi preziosi si trasformano in palcoscenici per esperienze che mettono al centro il corpo, inteso come strumento poetico, politico e percettivo per abitare il presente. Parte integrante dell’Estate Fiorentina, Corpo Celeste 2025 intreccia danza, pensiero e pratiche di cura, con una proposta che accoglie pubblici di ogni età in un dialogo aperto tra le arti, le culture e le geografie umane. Ogni giornata si apre con una lezione sul gesto guidata da Virgilio Sieni, per proseguire con narrazioni e pratiche legate al progetto “Idrosfera: l’acqua che cura la terra”, a cura di Acquifera APS. Seguono momenti di esplorazione corporea, incontri con studiosi e pensatori contemporanei in collaborazione con Todo Modo, e si conclude con una performance site-specific, dove danza e musica si depositano nei silenzi accoglienti dei luoghi scelti. In Corpo Celeste 2025 il gesto diventa forma di pensiero, la danza strumento politico, e il corpo luogo da cui partire per rifondare relazioni, linguaggi e prospettive, un invito ad ascoltare, praticare e abitare il mondo con nuova consapevolezza.
Il programma si apre lunedì 21 luglio nel Cenacolo di Andrea del Sarto, con la prima lezione sul gesto di Sieni, seguita dall’intervento di Giancarlo Ceccanti (presidente di Acquifera) e da pratiche condivise con Franco La Cecla e Nic Pacini sul camminare, il corpo e la sua storia. Chiude la serata la performance Nella misura del respiro con Simona Bertozzi e Meike Clarelli. Martedì 22 luglio, all’Ex Monastero di Santa Maria degli Angeli, si riflette sul rapporto tra ambiente e risorse con l’intervento di Marco Folini sulle esperienze in Kenya, seguito da pratiche sensoriali con Giuseppe Comuniello, un talk su guerra e ascolto profondo con Gabriella Ripa di Meana, e la performance Piccolo atlante di fragile disponibilità con Mariella Celia e Ivan Macera.
Giovedì 24 luglio, nel suggestivo Chiostro e Cenacolo di Ognissanti, l’incontro con Tomaso Montanari introduce una serata dedicata all’acqua come bene comune, con l’esperienza delle Blue Communities raccontata da Stefano Zani e Giancarlo Ceccanti. Seguono pratiche performative e la performance Sporgenze con Marta Ciappina e Naomi Berrill. Venerdì 25 luglio si approda all’Istituto degli Innocenti, dove Martino Terrone (Geologia senza Frontiere) approfondisce la difesa idrica in Bolivia. Segue la pratica senegalese del tégne, a cura di Ndeye Khadi Sene e Oumar Gueye, e l’incontro con Matteo Meschiari sul concetto di “Controgeografia”. La serata si chiude con la danza di Virgilio Sieni accompagnato dalla voce di Ascari. Martedì 29 luglio, nel Chiostro di Santa Maria del Carmine, si riflette sul tema dell’idrogeologia sociale con Niccolò Giordano, per poi passare a gesti e posture del sufismo con Giovanni De Zorzi, autore anche dell’ultimo incontro su samā‘, ascolto e trance spirituale. Chiude il festival la performance site-specific di Annamaria Ajmone e Laura Agnusdei, un dialogo sospeso tra suono e presenza.